Viaggio in Arabia Saudita
Per secoli solo i pellegrini sono stati ammessi ai luoghi dove Maometto visse, predicò e morì. Quei luoghi mai furono aperti agli sguardi impuri degli infedeli e solo da poco il regno che li custodisce ha consentito a mostrarsi anche a chi viene per vedere e non per pregare.
Un paese di sabbia, tra le dune, resti di templi, case, pozzi lungo le rotte dove passavano le carovane nabatee cariche dell’incenso dell’Arabia Felix, dirette a Petra, Damasco e Gerusalemme.
Per uno strano gioco del destino, e grazie al petrolio, l’Arabia deserta è di nuovo al centro delle rotte dell’economia mondiale, e ha regalato ai suoi nuovi sultani un’enorme potenza economica che ha riempito di vetro, acciaio e centri commerciali le città. Intorno, nel deserto, sembra ancora di sentire il profumo sacro dell’incenso.
Inizia insieme a noi il tuo viaggio in Arabia Saudita:
– Jabal Ikmah
– AI-Ula
– Viaggio in Arabia Saudita cosa vedere
– Viaggio in Arabia Saudita cosa serve
Jabal Ikmah
Un canyon inciso come un archivio. Chilometri di pareti rocciose piene di iscrizioni lasciate per secoli da chi passava da lì agli albori della storia.
Il sito è stato chiamato biblioteca aperta perché allora non si leggeva per diletto, ma per necessità, per sapere dove stava l’oasi più vicina, chi era passato, chi comandava, a chi o cosa fare attenzione, a chi offrire sacrifici… In effetti rocce dalla memoria più lunga di qualunque cronista, più una guida turistica che una biblioteca.
I viandanti si fermavano qui perché c’era acqua e riparo, e aspettando che il deserto decidesse di lasciarti ripartire, scriveva e leggeva, in quelle loro lingue che si parlavano quando i cammelli erano ancora tecnologia d’avanguardia. Oggi epigrafisti e linguisti storici sono al lavoro per decrittare le centinaia di iscrizioni in dadanitico, tamudico, minaico, nabateo…
AI-Ula
Oasi ricoperta da un palmeto antico e da vegetazione lussureggiante nel Wadi Al Qura, una vallata tra i campi di lava e il massiccio di arenaria del Jibal Ath Thumayid tra le sabbie dell’Hegiaz.
Della vecchia Al-Ula resta oggi il nucleo storico in mattoni di fango e pietra, ridotto a città fantasma, che assomiglia a un presepe arabo.
Per secoli le carovane che si muovevano tra l’Arabia Felix e l’Arabia Petrea dovevano fermarsi qui. Al-Ula è più che un’oasi, è un bivio, un incrocio di piste, dove si riposava, si facevano scambi e commerci, si pregava ognuno il proprio dio, ci si combatteva, si osservava chi arrivava, chi partiva, chi comandava.
Poi, per molto tempo Al-Ula è rimasta praticamente inaccessibile, protetta più dal disinteresse e dal deserto che dalle autorità. Con i nuovi piani e con la voglia di raccontarsi in modo diverso del governo saudita, Al-Ula è tornata visibile, raggiungibile con voli di linea e strade asfaltate. Non è ancora una Disneyland del deserto. Speriamo non lo diventi.
Viaggio in Arabia Saudita cosa vedere
L’Arabia Saudita è una civiltà costruita sul deserto e sulla fede, dove il tempo non scorre in modo lineare ma per stratificazioni di memoria.
A Gedda, porto del Mar Rosso e antica porta dell’Hajj, la vita urbana conserva le case di corallo di Al-Balad, con i musharabiya in legno intagliato che raccontano secoli di commerci, pellegrini e contaminazioni culturali.
Proseguendo poi per Medina, città illuminata, la preghiera scandisce il ritmo quotidiano e il silenzio rispettoso attorno alla Moschea del Profeta. Possiamo dire che qui l’Islam è diventato comunità, legge e identità.
Nel nord, ad Al-Ula, Hegra e Dedan, il deserto ci mostra tombe nabatee, iscrizioni rupestri e antiche oasi parlano di carovane, culti pre-islamici e vie dell’incenso, quando il viaggio era rituale e il cibo semplice, condiviso attorno al fuoco. Nel Wadi al-Disah e sull’altopiano di Hisma sopravvive l’anima beduina, fatta di ospitalità, tè speziato, pane caldo e carne cucinata lentamente, spesso di dromedario, simbolo di resistenza e adattamento.
Concludendo poi con Riad e Diriyah si percepisce invece l’Arabia più attuale, dove la tradizione wahhabita convive con grattacieli e musei.
Viaggio in Arabia Saudita cosa serve
Ai cittadini italiani è necessario il passaporto con validità minima residua di 6 mesi dalla data di rientro e il visto di ingresso.
Quest’ultimo è ottenibile online e, per il nostro viaggio organizzato in Arabia Saudita, offriamo il servizio di compilazione.
Controlla il sito ufficiale di VIAGGIARE SICURI per gli ultimi aggiornamenti.
È il momento di iniziare il tuo viaggio: si parte ad Aprile 2026.
