Viaggio alle Azzorre
Alle Azzorre la terra respira piano, sotto l’erba, e quel respiro dà il passo a tutto il resto. Il silenzio è occupato dal vento che accompagna sentieri e belvederi, tiene insieme le distanze, mentre il suolo ogni tanto si apre in una pozza che ribolle e l’acqua dei laghi cambia colore al passaggio delle nuvole.
Dal porto, guardando l’orizzonte, sembra di stare a bordo di un naviglio che non promette stabilità, eppure poche cose sono più salde delle vigne aggrappate alla pietra dei vulcani. Quando la sera arriva, presto, senza effetti speciali, la vita si ritira nelle case umide, il vento ripulisce l’aria da ogni voce umana e le isole tornano a essere riferimento e approdo per chi naviga.
Inizia insieme a noi il tuo viaggio alle Azzorre:
– Viaggio alle Azzorre Pico
– Viaggio alle Azzorre cosa vedere
– Curiosità
– Cosa serve
Viaggio alle Azzorre Pico
Un’isola senza mediazioni, una montagna al centro e il resto tutto intorno. Per secoli guardata come un riferimento, utile per orientarsi più che per essere abitata. La vita qui si è adattata a un terreno duro, segnato dalla lava e dal vento, dove nulla è stato semplice da ottenere.
L’economia della sussistenza degli abitanti di Pico ha seguito strade imprevedibili. Alla fatica delle vigne in pendenza si è affiancata, nell’Ottocento, la caccia alle balene, oggi abbandonata, che ha lasciato il Museu dos Baleeiros, dei balenieri, a Lajes, e il Museu da Indústria Baleeira, dell’industria baleniera, a São Roque.
Sul vulcano Pico, alto ben 2.351 metri, si trova uno dei più grandi condotti lavici visitabili al mondo, la Gruta das Torres, cinque chilometri ornati da stalattiti e stalagmiti laviche e da pareti striate.
Specialità dell’isola di Pico è il polpo cotto nel vinho de cheiro, il vino fragolino.
Viaggio alle Azzorre cosa vedere
La storia delle Azzorre è stata a lungo associata a miti come quello di Atlantide, ma le prime ipotesi di frequentazioni antiche fanno riferimento ai Cartaginesi, avvalorate dal ritrovamento di monete del III secolo a.C.
Il nome dell’arcipelago deriverebbe dall’avvistamento di rapaci scambiati per astori dai primi navigatori portoghesi.
Le isole compaiono in diverse mappe medievali, ma la scoperta ufficiale avvenne tra il 1427 e il 1431 durante l’espansione marittima portoghese. Il popolamento iniziò nel Quattrocento e proseguì nei secoli successivi, con coloni provenienti da varie parti d’Europa e dall’Africa.
Grazie alla posizione strategica sulle rotte atlantiche, le Azzorre vissero un periodo di grande importanza nel Cinquecento. Nel XIX secolo furono coinvolte nelle vicende politiche portoghesi e nel Novecento ebbero un ruolo strategico durante la Seconda guerra mondiale.
Dopo la Rivoluzione dei Garofani, nel 1976, le Azzorre divennero Regione Autonoma del Portogallo.
Curiosità
In alcune isole, soprattutto a São Miguel, il vapore che esce dal suolo non è una rarità né un’attrazione turistica forzata: fa parte del paesaggio e della vita quotidiana.
Le persone cucinano usando il calore della terra, come nel cozido das Furnas, che viene sepolto nel terreno e lasciato cuocere lentamente grazie all’energia geotermica.
Un’altra particolarità poco raccontata è il senso di comunità molto forte, soprattutto nei villaggi più piccoli. Le porte non sono sempre chiuse, i tempi non sono rigidi come nel resto d’Europa. Questo deriva anche dall’isolamento geografico: per secoli gli abitanti hanno potuto contare solo gli uni sugli altri e sulla natura, che è generosa ma anche imprevedibile.
C’è poi una tradizione molto sentita legata alle feste dello Spirito Santo. Durante queste celebrazioni si condivide il cibo con chiunque, senza distinzione, come gesto di uguaglianza e solidarietà.
Cosa serve
Ai cittadini italiani è sufficiente la carta d’identità in corso di validità e valida per l’espatrio.
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È il momento di iniziare il tuo viaggio: si parte ad Agosto 2026.
