Viaggio in Algeria
L’Algeria si apre come un libro di sabbia e pietra, dove ogni pagina è segnata dal vento e dalla memoria.
Arrivando dal Mediterraneo, la luce è chiara e obliqua. Ad Algeri rimbalza sulle facciate bianche della kasbah, scivola nei vicoli in pendenza, si mescola al profumo di caffè amaro e di salsedine. Qui il mare non è solo orizzonte, ma confine narrativo tra mondi: l’eco ottomana, le ferite coloniali, il respiro africano che sale dall’interno.
Basta spingersi verso sud perché il paesaggio cambi ritmo. Le strade si allungano, il silenzio diventa materia, e il Sahara comincia a parlare.
Non è vuoto, ma stratificazione: dune che si muovono come onde lente, altopiani di roccia nera, oasi dove l’acqua affiora con discrezione e le palme disegnano ombre precise. A Tamanrasset o nel Tassili n’Ajjer, le pitture rupestri raccontano una preistoria verde, popolata di animali e gesti quotidiani, come se il deserto custodisse una memoria più antica del tempo stesso.
Inizia insieme a noi il tuo viaggio in Algeria:
– Viaggio in Algeria cosa vedere
– Viaggio in Algeria visto
– Gardaia e la pentapoli
– Viaggio in Algeria consigli
Viaggio in Algeria cosa vedere
Con la fronte nel Mediterraneo e i piedi affondati nelle calde sabbie del Sahara, l’Algeria è un paese estremamente esteso. Perciò, per programmare un viaggio, va scelto un itinerario che comprenda i siti di maggiore interesse con il giusto bilanciamento di voli e chilometri.
Patria di paesaggi spettacolari e monumenti archeologici romani, è così ricca che quando i francesi la occuparono nel XIX secolo, ne fecero una provincia della Francia, con lo stesso status di Parigi o della Provenza. Addirittura, la scelsero come bacino di coltivazione delle vigne e produzione di vino, grazie al clima mite delle sue aree collinari.
Il nostro viaggio in Algeria inizia dalla capitale: Algeri, la città bianca.
Dall’arabo Al-Jazair, le isole, in riferimento a quattro isolotti ora inglobati nel porto. La città guarda le coste del mar Mediterraneo nella parte occidentale di un’ampia baia e le pendici della catena montuosa dell’Atlante. L’attuale Algeri fu fondata nel 944 dal sovrano berbero Buluggin ibn Ziri, ma rimase un centro minore fino a dopo la cacciata dei mori dalla Spagna, quando molti di loro vi trovarono asilo.
Altra tappa fondamentale del viaggio sarà Tipasa. Dell’antica città romana costruita su tre colline dall’imperatore Claudio, restano oggi le rovine, tra cui quelle di tre chiese: la basilica di Alessandro, la Grande Basilica e la basilica di Santa Salsa. La Grande Basilica fu utilizzata per secoli come cava di pietre, ma è ancora possibile distinguere la planimetria dell’edificio, diviso in sette navate.
Al di sotto delle fondamenta della chiesa vi sono sepolcri scavati nella roccia, uno dei quali, circolare con un diametro di 18 m, contiene 24 tombe. Il Cristianesimo a Tipasa venne introdotto fin dai primi secoli, e dal III secolo la città fu sede vescovile.
Dal VI secolo la città scomparve dalla storia, per ricomparire secoli più tardi sulle mappe degli itinerari turistici.
Viaggiare in Algeria visto
Pe un viaggio in Algeria, ai cittadini italiani è necessario il passaporto con una validità minima residua di 6 mesi e almeno una pagina bianca per l’apposizione del visto turistico. Quest’ultimo è ottenibile presso i consolati italiani e, per il nostro viaggio organizzato in Algeria, offriamo il servizio di compilazione.
La cosa importante da considerare è che, nel caso sul passaporto sia stato apposto il visto di Israele, il visto per l’Algeria non è ottenibile. Qualora si avesse visitato Israele, ma il proprio passaporto non riporti il visto, si può richiedere il visto per l’Algeria.
Controlla il sito ufficiale di VIAGGIARE SICURI per gli ultimi aggiornamenti.
Gardaia e la pentapoli
La regione dello M’Zab si trova in un’oasi nell’estremo nord del deserto del Sahara. Tra le falesie calcaree si insediarono nell’XI secolo gli ibaditi, un popolo berbero in fuga dalle invasioni. Furono loro a fondare le 5 città fortificate in collina: Ghardaia, Melika, Beni Isguen, Bou Noura e El Atteuf. La cosiddetta pentapoli di cui Gardaia è la più ricca e rappresentativa.
Ciascuno di questi centri rispecchia l’antica organizzazione sociale tradizionale: un governo affidato ai capi spirituali insediati nelle peculiari moschee piramidali, costruite sui punto più alti della città. La cosa particolare è che i minareti fungevano in origine anche da torri di avvistamento.
Gardaia conserva ancora oggi gran parte della sua architettura medievale, un abitato sviluppato secondo una struttura ad alveare. Dal 1982, è riconosciuta Patrimonio UNESCO, per il suo specifico paesaggio geografico e culturale. Definita da Le Corbusier “armonia naturale, architettura senza architetto” è un’originale realtà fatta di costruzioni, urbanistica e regole sociali tramandate nei secoli.
Viaggiare in Algeria consigli
Per via del clima influenzato dal deserto, la primavera e l’autunno sono i periodi migliori per visitare l’Algeria. Durante questi mesi, le temperature si abbassano e permettono di godere al massimo delle visite.
L’arabo è la lingua ufficiale dell’Algeria, ma per via del suo passato coloniale, ci sono ancora molte persone che parlano il francese. L’influenza francese si fa sentire anche in cucina, ma il piatto nazionale rimane il couscous, condito in diversi modi a seconda delle regioni e della stagionalità.
È il momento di iniziare il tuo viaggio in Algeria: si parte a Marzo 2026.
