Viaggio in Bulgaria
Nel cuore della Bulgaria, la Valle delle Rose accoglie il viaggiatore come un quadro pieno di colori e profumi, che racconta la storia dei Re Traci. La leggenda vuole che le prime rose vennero portate dalla lontana Persia dai soldati di Alessandro Magno, da allora queste terre sono rimaste splendidamente incontaminate nei profumi e nelle tradizioni.
Mentre nei campi si celebrava la bellezza, dietro alle mura dei monasteri si coltivava il sapere, e si celebrava la cultura nazionale. La singolare sensazione che si prova varcando le soglie dei monasteri bulgari, è un misto di reverenza e ammirazione, nei confronti della quiete surreale dei cortili ornati di fiori variopinti e pergolati carichi di storia.
Inizia insieme a noi il tuo viaggio in Bulgaria:
– Viaggio in Bulgaria cosa vedere
– Il festival delle Rose
– Plovdiv
– Viaggio in Bulgaria cosa serve
Viaggio in Bulgaria cosa vedere
La Bulgaria si estende come una terra di passaggio e di stratificazioni tra il Danubio e il Mar Nero, tra i monti Balcani che la attraversano come una spina dorsale e le pianure meridionali che guardano verso la Tracia.
È un paese sorprendentemente vario, dove in poche centinaia di chilometri si alternano monasteri isolati, città antiche e paesaggi rurali rimasti intatti. Sofia, la capitale, giace ai piedi del massiccio del Vitoša e rivela, sotto una modernità discreta, un palinsesto di epoche sovrapposte: chiese paleocristiane, moschee ottomane e la cattedrale di Aleksandr Nevskij, simbolo della rinascita nazionale dopo la liberazione dal dominio turco.
A est, Plovdiv, una delle città più antiche d’Europa, conserva un teatro romano ancora utilizzato e un centro storico di case ottocentesche che raccontano il Risorgimento bulgaro; il suo nucleo storico è entrato nella lista UNESCO nel 2019.
Nel cuore del paese, la Valle delle Rose lega l’identità nazionale alla coltivazione della Rosa damascena, mentre poco distante la Tomba tracia di Kazanlak, patrimonio UNESCO dal 1979, custodisce affreschi funerari di rara eleganza.
Tra le montagne del Rila, il grande monastero ortodosso, fondato nel X secolo e iscritto all’UNESCO nel 1983, appare come un baluardo spirituale e culturale sopravvissuto a invasioni e regimi. Sulla costa del Mar Nero, città come Nesebăr, anch’essa patrimonio UNESCO dal 1983, mostrano un delicato equilibrio tra rovine bizantine e vita balneare contemporanea.
Il festival delle Rose
Nel cuore della Bulgaria centrale, nella Valle delle Rose ai piedi dei monti Balcani, si svolge ogni primavera il Festival delle Rose, celebrazione profondamente radicata nell’identità del paese e legata alla fioritura della rosa damascena, coltivata qui da oltre tre secoli.
Il centro simbolico della festa è Kazanlak, cittadina adagiata tra colline morbide e campi ordinati, dove all’alba l’aria si impregna di profumo e i petali vengono raccolti a mano secondo gesti tramandati da generazioni. Questa valle, favorita da un microclima unico, divenne in epoca ottomana uno dei principali luoghi di produzione dell’olio di rosa, destinato alle corti europee e ancora oggi ingrediente prezioso della profumeria mondiale.
La storia del territorio affonda però radici ben più antiche: poco lontano, le tombe tracie di Kazanlak, patrimonio UNESCO dal 1979, ricordano un passato guerriero e rituale, fatto di re-sacerdoti e affreschi funerari di straordinaria raffinatezza. Il festival, nato all’inizio del Novecento come festa agricola, è sopravvissuto a guerre, cambiamenti politici e al periodo socialista, trasformandosi in un evento corale che unisce sfilate in costume tradizionale, musiche popolari, danze e l’elezione della Regina delle Rose.
Oggi la celebrazione mantiene un equilibrio delicato tra autenticità e apertura al mondo: accanto alle ritualità contadine convivono visitatori internazionali, piccoli musei tematici e una Bulgaria contemporanea che riscopre, proprio attraverso il profumo effimero dei fiori, una continuità silenziosa tra passato e presente.
Plovdiv
Capitale, con il nome Eumolpias, della tribù dei traci Odrisi. Nel 341 a.C. fu presa da re Filippo II di Macedonia. Dopo la caduta dell’Impero macedone, la città riprese il ruolo di capitale degli Odrisi, in rapporto di discontinua amicizia con i romani insediatisi in Macedonia, che si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un’aspra battaglia condotta dall’imperatore Claudio. Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana.
Fu il crocevia di importanti strade imperiali provenienti dal nord e dall’ovest dei Balcani. Proseguendo fecero ritorno i bulgari, che s’impadronirono nuovamente della città nel 1206 e successivamente nel 1364 conquistata dai turchi.
Nel 1636 Plovdiv, fu presa dall’armata russa e il Congresso di Berlino (13 luglio 1878) la fece capitale del principato indipendente della Rumelia orientale, sotto lo scettro del principe Alessandro Bogoridi.
In seguito alla seconda guerra mondiale la Bulgaria entrò nell’orbita dell’Unione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico.
Viaggio in Bulgaria cosa vedere
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