Viaggio in Egitto
Navigare sul Nilo è come entrare in una dimensione sospesa, dove ogni curva del fiume svela una pagina della storia del mondo. L’acqua scorre lenta, lucida come un nastro di bronzo sotto il sole, mentre le rive sfilano come quinte teatrali: palmeti, villaggi color ocra, minareti che emergono dalla foschia e il profilo austero dei templi. Qui il tempo non è una linea, ma un cerchio che si ripete da millenni: lo stesso vento che gonfia le vele delle feluche accarezza ancora le colonne di Luxor, i rilievi di Karnak, le sfingi dormienti di Kom Ombo.
Il giorno inizia con le prime luci del mattino. Poi si sbarca per visitare i luoghi dove gli dèi sembrano ancora trattenere il respiro: Edfu, con il suo tempio intatto dedicato a Horus; Esna, con le colonne immerse nel profumo dell’incenso; la Valle dei Re, dove ogni tomba racconta la vanità e la grandezza degli uomini che vollero sfidare l’eternità.
La sera, mentre il sole cala dietro il deserto e il cielo si riempie di stelle, il Nilo si trasforma in un grande specchio del passato. Il fiume mormora la sua lingua antica, fatta di sabbia e di acqua, e chi lo ascolta sente che nulla è davvero perduto.
Una crociera sul Nilo non è un viaggio: è un ritorno al principio del tempo, alla sorgente della civiltà, al mistero stesso del viaggio.
Inizia insieme a noi il tuo viaggio in Egitto:
– Viaggio in Egitto cosa vedere
– Crociera sul Nilo e Cairo cosa serve
– Le Piramidi
– Viaggio in Egitto curiosità
Viaggio in Egitto cosa vedere
Il suo nome odierno ha origini dal greco antico, e significa “casa del ka di Ptah”, il dio egizio di Menfi. L’antico nome invece significa Le Due Terre, a memoria dello sviluppo della sua civiltà sulle due sponde del fiume Nilo. I luoghi che lo hanno reso iconico nell’immaginario collettivo sono tanti, e sono tutti legati all’antico popolo, quello dei faraoni e degli antichi dei, dei geroglifici e dei templi scavati nella roccia.
Una delle vostre tappe sarà la Valle dei Re, Patrimonio dell’Umanità dal 1979. È una delle più famose, se non la più famosa, necropoli d’Egitto e ospita le tombe dei Re Tutankhamon e Ramses II, due tra i faraoni del Nuovo Regno. Una valle scavata nella roccia a pochi passi dalla città di Luxor, che ancora oggi protegge e testimonia il suo glorioso passato.
Ma di siti archeologici l’Egitto è pieno. Una nota di merito sicuramente la possiede Abu Simbel. Il complesso archeologico, composto da due enormi templi rupestri in roccia, scoperto nel 1813, quasi completamente ricoperto di sabbia. I templi furono fatti erigere dal Faraone Ramses II mentre le imponenti statue all’esterno del tempio servivano a salvaguardare il regno egiziano dalle tribù del sud.
Capitale dell’Egitto e della sua storia millenaria è Il Cairo. Il suo nome deriva da al-Qhira, termine arabo che significa “la soggiogatrice”.
Situata sulle rive del Nilo, è da sempre meta di turismo perché ospita i resti del passato, in centro città ma anche nei suoi quartieri periferici. Nel sito archeologico di Giza, a una ventina di chilometri a sud ovest del Cairo, sono ancora intatte le Piramidi egizie dei Faraoni.
Queste sono considerate una delle Sette Meraviglie del mondo antico, nonché l’unica ancora visibile. Sorge a pochi passi da lì anche la Grande Sfinge. Il centro della città, invece, racchiude la storia islamica. Proprio i palazzi, le moschee, minareti e i monumenti fanno parte di quello che è definito “il Cairo Islamico”, proclamato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Crociera sul Nilo e Cairo: cosa serve
I cittadini italiani possono viaggiare per turismo in Egitto.
Necessario il passaporto con validità minima residua di sei mesi. In alternativa, serve la carta d’identità valida per l’espatrio e con validità residua superiore ai sei mesi. La carta d’identità deve essere accompagnata da due foto formato tessera, per ottenere il visto all’arrivo nel Paese.
Per l’ingresso nel paese è richiesto il visto turistico, ottenibile all’arrivo in frontiera.
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Le piramidi
Avvolte da un mistero che gli archeologi moderni ancora non hanno saputo dipanare, le piramidi rappresentano il fascino immortale dell’Egitto. Furono costruite 4.500 anni fa per restituire l’eternità ai grandi faraoni ed ancora oggi sono il simbolo di una civiltà, un esempio unico di avanzamento tecnologico e architettonico al servizio del culto delle dinastie reali.
Secondo le credenze dell’epoca, il passaggio alla vita ultraterrena avrebbe elevato i faraoni allo status di divinità.
Perciò, i templi e gli enormi sepolcri a piramide, insieme ai ricchissimi tesori funerari, ne rappresentavano il corredo necessario a sopperire a tutte le necessità del sovrano nel corso del suo regno ultraterreno. Ciascuna piramide non è che una porzione di un complesso di cui fanno parte un palazzo, templi e bacini per battelli solari.
Vere e proprie necropoli dedicate ad un’unica persona.
Il primo progetto fu la Piramide di Giza, nel 2.550 a.C. circa, al opera del faraone Khufu. Oggi, la sua Gran Piramide è la più grande di quelle di Giza e domina il panorama da quasi 150 metri sopra l’altipiano.
La dinastia di Khufu proseguì la tradizione delle piramidi e suo figlio, il faraone Khafre, si fece costruire la seconda Piramide di Giza. La sua necropoli superava quella del padre per sfarzo. Infatti, alla piramide aggiunse anche la Sfinge, un misterioso monumento in pietra calcarea con corpo di leone e testa di faraone.
L’ipotesi più accreditata è che la Sfinge fosse la sentinella del complesso funerario.
La terza delle Piramidi di Giza è la minore per importanza, ma è quella che ospitava il tempio funerario più elaborato.
Viaggio in Egitto curiosità
A proposito di piramidi…
Gli egiziani costruirono queste imponenti strutture ispirate ai raggi del sole. Inoltre, credevano che la mummificazione preservasse l’accesso garantito dei morti all’aldilà.
La mummificazione prevedeva due fasi: l’imbalsamazione del corpo, l’avvolgimento e la sepoltura del corpo. Infine, gli organi dei defunti erano conservati in numerosi vasi coperti, ciascuno dei quali rappresentava una divinità. Contrariamente alla credenza popolare, le piramidi non furono costruite dagli schiavi!
Piuttosto, erano veri lavoratori che ricevevano un salario e godevano di un certo rispetto. Infatti, quando morivano, i loro corpi venivano sepolti in tombe cimiteriali accanto alle piramidi dei faraoni.
Antiche tradizioni: prendersi cura del proprio corpo
Le donne e gli uomini egiziani usavano il trucco per proteggersi dai raggi del sole, ma anche perché credevano che il trucco guarisse e che curasse le malattie.
Si trattava quindi di un vero e proprio rituale, perché il colore del trucco era associato agli dei. Spesso veniva utilizzato anche il latte d’asina, soprattutto per preservare la giovinezza.
La gamba sinistra di ogni statua è in avanti
Ammirando attentamente le statue durante il tour in Egitto, noterai che la gamba sinistra è in avanti rispetto alla destra. Il lato sinistro era infatti associato alla vita e alla posizione del cuore nel corpo.
Non è un caso che quando i nemici attaccarono i templi dell’Egitto, distrussero il piede e la gamba sinistra delle statue, cosa che distrusse simbolicamente la vita del faraone, condannato all’oblio eterno.
È il momento di iniziare il tuo viaggio: si parte ad Aprile 2026.
