Viaggio in Giappone
In Giappone si può impiegare dieci anni per imparare a preparare il riso del sushi. E altri dieci per capire se lo si sta facendo bene.
A Tokyo i locals cenano in locali grandi quanto un ascensore, con il cuoco che prepara yakitori a pochi centimetri dal bancone. A Kyoto alcune pasticcerie cambiano i loro dolci ogni poche settimane, seguendo un calendario di stagioni che altrove nessuno saprebbe distinguere.
È il paese di Hokusai, che disegnò il monte Fuji centinaia di volte senza esaurirne il mistero, e di Bashō, che percorse migliaia di chilometri a piedi annotando incontri e piccoli avvenimenti. Qui un artigiano può trascorrere decenni ad affilare coltelli, mentre un giardiniere dispone il muschio pietra dopo pietra. E a poco a poco si comincia a capire perché, in Giappone, anche il modo di servire una tazza di tè meriti di essere tramandato per secoli.
Un viaggio dedicato a chi sogna il Giappone, ma vuole un viaggio meno impegnativo che colga l’essenza del Sol Levante.
Per questo viaggio, l’accompagnatrice parlante italiano e giapponese in partenza dall’Italia è inclusa!
Inizia insieme a noi il tuo viaggio in Giappone:
– Giappone itinerario essenza
– Le vie della tradizione
– Viggio in Giappone cosa serve
– Viaggio in Giappone curiosità
Giappone itinerario essenza
Il Giappone sembra impossibile da racchiudere in un solo viaggio. Eppure, non serve un mese per scoprirne l’essenza. Un itinerario essenziale, ma ben studiato, permette di conoscere le tradizioni e i contrasti di un Paese dove passato e presente convivono ogni giorno. Il tutto senza rinunciare alle esperienze tradizionali come cerimonia del tè e pernotto in ryokan, che anche in questo viaggio essenza sono incluse nel pacchetto!
Terra di contrasti, dove la tecnologia convive con tradizioni millenarie e il ritmo delle metropoli lascia spazio al silenzio dei templi e dei giardini. Disteso per oltre tremila chilometri lungo il margine orientale dell’Asia, l’arcipelago è dominato da montagne, vulcani e coste frastagliate, in un paesaggio modellato dall’attività sismica e vulcanica. Il monte Fuji, dalla cima innevata e dal profilo conico, è il simbolo spirituale del Paese, celebrato da poeti e pittori e riconosciuto Patrimonio UNESCO nel 2013.
Per oltre due secoli, durante il periodo Edo, il Giappone visse in un relativo isolamento, sviluppando una cultura fondata sul rispetto delle stagioni, sull’essenzialità e sul rituale. L’apertura all’Occidente nella seconda metà dell’Ottocento, la modernizzazione dell’era Meiji e le devastazioni della Seconda guerra mondiale trasformarono il Paese, che seppe ricostruirsi fino a diventare una delle maggiori potenze industriali e tecnologiche del mondo.
Le vie della tradizione
La cultura giapponese si esprime attraverso una serie di discipline tradizionali chiamate dō, termine che significa “via” o “cammino”, nelle quali la pratica di un’arte diventa un percorso di formazione personale. Tra queste, la calligrafia (shodō), la disposizione dei fiori (kadō o ikebana), le arti marziali e soprattutto la cerimonia del tè (chadō o sadō), una delle espressioni più rappresentative dell’estetica giapponese.
Introdotto dalla Cina dai monaci buddhisti, il tè si diffuse inizialmente nei monasteri zen, dove favoriva la concentrazione durante la meditazione. Nel XVI secolo il maestro Sen no Rikyū codificò i principi della cerimonia, privilegiando la semplicità degli ambienti, la sobrietà degli oggetti e l’attenzione ai gesti.
La preparazione del matcha, tè verde ridotto in polvere e mescolato con acqua calda mediante un frustino di bambù, segue una sequenza rituale nella quale ogni movimento ha un significato. L’incontro si svolge generalmente in una stanza rivestita di tatami, con pochi elementi decorativi: una composizione floreale e un rotolo calligrafico scelti in funzione della stagione o dell’occasione.
Alla base della cerimonia vi sono quattro principi: armonia (wa), rispetto (kei), purezza (sei) e tranquillità (jaku). Centrale è anche il concetto di ichigo ichie, secondo cui ogni incontro è irripetibile e merita piena attenzione. Ancora oggi, nelle case da tè di Kyoto e nei centri culturali del Paese, questa pratica tramanda una concezione della bellezza legata alla semplicità, all’imperfezione e alla consapevolezza del momento presente.
Vivi questa esperienza durante il nostro viaggio: è già inclusa nel pacchetto!
Viggio in Giappone cosa serve
Ai cittadini italiani è necessario il passaporto in corso di validità per l’intera durata del soggionro.
La Arrival Card è compilabile online prima della partenza attraverso il portale ufficiale Visit Japan Web.
Controlla il sito ufficiale di VIAGGIARE SICURI per gli ultimi aggiornamenti.
Viaggio in Giappone curiosità
Perchè in Giappone ci si inchina?
L’inchino, chiamato ojigi, è un gesto fondamentale della cultura giapponese. Si utilizza per salutare, ringraziare, chiedere scusa o mostrare rispetto. La sua profondità varia secondo la situazione e il rapporto tra le persone.
I treni puntuali!
Gli Shinkansen, i celebri treni ad alta velocità, raggiungono i 320 km/h e sono famosi per la puntualità. Ai capolinea, squadre specializzate puliscono e preparano i convogli in circa sette minuti: il cosiddetto “miracolo dei sette minuti”, esempio dell’efficienza giapponese.
Una lingua, tre sistemi di scrittura
Il giapponese utilizza tre sistemi di scrittura: kanji, caratteri di origine cinese; hiragana, per parole ed elementi grammaticali; e katakana, soprattutto per termini stranieri. Sembra complicato? In effetti lo è, ma non preoccupatevi: durante il nostro viaggio ci sarà un’accompagnatrice parlante giapponese dall’Italia che faciliterà la comunicazione e la comprensione.
È il momento di iniziare il tuo viaggio: si parte ad Maggio 2027.
