BHUTAN E NEPAL

IL FESTIVAL DELLE GRU DAL COLLO NERO

La montagna, in quanto luogo dove ci s’avvicina al cielo, è un potente simbolo di innalzamento spirituale, e le religioni di ogni tempo e luogo se ne sono appropriate, santificando le vette che avevano a disposizione. Dal Sinai ebraico all’Olimpo greco, dal Golgota cristiano al Taishan taoista.
Tutte queste alture non paiono però che povere colline di fronte all’Himalaya, giardino di nascita del Buddismo. Per 2.500 chilometri, come una Grande Muraglia naturale separa il Nepal e il Bhutan dal Tibet e dalla Cina.
Il paese che durante la storia fu noto come Lho Mon, terra meridionale delle tenebre, che i loro abitanti chiamano Druk Yul, terra del drago, ma che il resto del mondo ha chiamato Bhutan, dal sanscrito Bhotaant, la fine del Bhot, il Tibet.
In un mondo in cui le persone sembrano aver perso la loro spiritualità in cerca del benessere materiale, questo paese ha sostituito il PIL, il Prodotto Interno Lordo, con il FIL, l’indice di Felicità Interna Lorda.
Seguendo la filosofia buddhista, pone la persona al centro dello sviluppo. Riconoscendo che l’individuo, oltre ai bisogni di tipo materiale, l’uomo ha necessità di carattere etico e spirituale.
Il miglioramento degli standard di vita deve comprendere il benessere interiore, i valori culturali e la protezione dell’ambiente, mentre lo sviluppo deve puntare ad aumentare la felicità delle persone, piuttosto che la mera crescita economica.

TOUR MAP

TOUR GALLERY

facebook